venerdì 16 ottobre 2015

La mia personale "teoria del complotto"

Buonsalve, sono qui con la pioggia a catinelle, davanti al mio pc per scrivere ciò che penso sui "gomblotti" (complotti) e sulle teorie ad esso collegate. Questo è un mero articolo di opinione, la mia opinione, in merito a ciò.

Vi è  mai capitato che accadesse qualcosa di brutto? Immagino di sì, purtroppo. In situazioni simili io mi sono consolata dicendo a me stessa "era destino". Dare la colpa al destino o a qualcosa di superiore, spesso aiuta a metabolizzare gli eventi negativi, perché quando succede qualcosa di spiacevole si vorrebbe sempre trovare un colpevole.

Nel caso di un colloquio di lavoro andato male o delle mie corde vocali che ormai non possono più cantare lirica (sob), personalmente trovo più confortante dare la colpa a qualcosa di superiore, a un piano precedentemente scritto, piuttosto che al caso.

Il caso è cieco, imprevedibile, può colpirti in qualsiasi momento, è una cosa che non possiamo controllare, perciò fa paura. Risulta quindi più semplice credere in un'entità superiore, che possiamo controllare o ammansire tramite la preghiera (per chi è di una qualsiasi confessione religiosa) o la speranza, perché questo darebbe un senso a tutte le cose brutte che ci accadono.

La disoccupazione che affligge i nostri gggiovani (con tre g), l'enorme divario tra ricchi e poveri (non il gruppo, ma anche se vogliamo), le malattie, le epidemie eccetera, portano molta gente a credere che il governo, i rettiliani, gli alieni, il nuovo ordine mondiale o altri, stiano tramando contro di noi per farci del male.

Credo infatti che sia più rassicurante l'idea di avere un nemico fisico da combattere, piuttosto che ammettere che siamo dei minuscoli puntini trasportati dal vento e dal caso, qualcosa di non scritto e non prevedibile che può fare di noi ciò che vuole.


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